Su The TSL Gazette di gennaio dedicato a L’ELOGIO DEL GIARDINO la COVER STORY è un’intervista a Vittorio Cravanzola de L’Officina dei Giardini.
“In un’epoca in cui lo spazio e la luce sono percepiti come fondamentali per il benessere, i giardini d’inverno si confermano uno spazio naturale di relax e stile”.
Vittorio Cravanzola, Maestro d’Arte e titolare de L’Officina dei Giardini, nel 2025 celebrerà 30 anni di attività con oltre 1500 giardini d’inverno realizzati in tutto il mondo. Elegante e visionario, Cravanzola si muove tra sartoria e design con la stessa maestria con cui crea i suoi giardini, veri gioielli di architettura e armonia.
I giardini d’inverno affondano le loro radici nelle esperienze coloniali inglesi e francesi dell’Ottocento, quando il collezionismo botanico diede vita alle conservatory, serre progettate per conservare piante esotiche durante i rigidi inverni europei. Col tempo, questi giardini si sono trasformati in luoghi di incontro e relax, dove ammirare le piante, sorseggiare il tè e godere della luce e del tepore. In breve, sono diventati la stanza più vissuta della casa: uno spazio per colazione, lettura, meditazione e convivialità, che invita a un benessere fisico e mentale.
È successo in un caffè di Parigi, trent’anni fa. Ero lì per un salone dedicato ai giardini e l’ispirazione è arrivata da un libro acquistato per caso. L’idea era folle ma affascinante: realizzare giardini d’inverno in vetro e metallo, ispirati a capolavori come il Crystal Palace e il Grand Palais di Parigi. All’epoca, senza saperlo, avevo creato quella che oggi si chiamerebbe una startup. I primi lavori furono il restauro di una serra al Castello di Pralormo e un giardino d’inverno per l’Archivio di Stato a Torino. In breve tempo sono arrivate le committenze private e degli hotel, oggi lavoriamo da Torino per tutto il mondo.
Lo stile dipende dalla casa e dal committente: può essere moderno o riprendere i canoni ottocenteschi, ma ciò che conta è che esprima l’unicità di chi lo abita: non ci sono due giardini uguali. Ogni casa ha un suo genius loci, un’anima che chiede di essere ascoltata. Il mio compito è darle forma. Spesso il primo sketch che realizzo è quello definitivo, con qualche variante che nasce dal confronto col cliente. Alla consegna dell’opera viene omaggiato lo sketch che ha generato il sogno ed è sempre una piacevole constatazione di coincidenza con la realtà realizzata.
Il giardino d’inverno è l’estensione della casa, quindi i materiali e l’arredo devono essere in armonia. L’acciaio e il vetro delle strutture trovano il loro contrappunto in elementi più morbidi come il legno, il midollino, i tessuti. Oppure, per contrasto, si può osare con arredi di alto design. Le piante sono parte integrante: dai limoni messi a dimora in inverno alle orchidee, tutto ruota attorno alla loro presenza. Fondamentale è il controllo dell’umidità, per garantire il benessere delle persone e delle piante.
Anche l’illuminazione è cruciale: di giorno c’è la luce naturale, mentre di sera il giardino ama le luci soffuse, mai dirette, provenienti da lanterne o sorgenti nascoste. Infine, tappeti e tessuti completano l’armonia, regalando una sensazione di intimità e calore.
Come in un abito su misura. Ogni giardino è unico, cucito sulle esigenze del committente e sullo stile della casa. È questa coerenza che lo rende speciale. C’è una connessione tra il dettaglio sartoriale e l’arte del giardino d’inverno: entrambi riflettono personalità, storia e stile.
In fondo, la casa è uno specchio del suo proprietario, e il giardino d’inverno ne diventa il cuore luminoso. È il luogo dove vivere bene e sognare, dove il passato dialoga con il futuro, in uno spazio che ci appartiene profondamente e ci riflette.
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The Style Lift è Gazette, una rivista cartacea dal design curatissimo ed elegante, in distribuzione selezionata, bella da toccare e avvincente da leggere, come solo una “trama” perfetta sa esserlo.